C'è un momento che molti di noi conoscono bene: sai che qualcosa non va, ma non sai esattamente cosa. Vai al lavoro, fai le cose, ma ogni giorno c'è una frustrazione di fondo che non riesci a nominare. E allora fai la cosa più ovvia — cerchi un altro lavoro. Solo che cerchi un po' a caso, in base a quello che il mercato offre, a quello che hai studiato, ai requisiti che sembrano compatibili con te. Non stai scegliendo davvero. Stai reagendo.
Io ero lì nel 2024. Non avevo chiarezza su cosa volessi fare, e senza quella chiarezza ogni decisione sembrava ugualmente buona o ugualmente sbagliata.
Allora mi sono fatto una domanda: è possibile costruire un percorso — una serie di domande, attività, riflessioni — che mi avvicini almeno un po' a una risposta? Non la risposta definitiva, perché quella non esiste e cambierà nel tempo. Ma qualcosa di più solido su cui appoggiarsi.
Ho costruito Back to Me pensando solo a me stesso. Nessun modello da copiare, nessun guru da seguire. Solo una logica semplice: prima guarda dentro di te, poi guarda dove vuoi andare, poi guarda onestamente come stai vivendo adesso, poi trova il gap, poi costruisci dei piccoli passi concreti per muoverti nella direzione giusta.
L'ho fatto. E a distanza di un anno e mezzo, le cose che mi ero posto allora le sto vivendo adesso. Non c'è niente di magico — è che avevo finalmente un punto di partenza chiaro.